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Castelnuovo Rangone – Serata sulla Mobilita’ Sostenibile 23 febbraio 2014

Domenica 23 Febbraio alle ore 20,- c/o l’Auditorium Bavieri di Castelnuovo Rangone si e’ tenuta la serata a tema Mobilita’ sostenibile organizzata dai gruppi M5S dell’Unione Terre di Castelli (Castelvetro , Marano sul Panaro , Savignano sul Panaro e Spilamberto).

La serata e’ stata ricca di spunti:

Fabio Paglione ha  parlato di piste ciclabili :  come sono le nostre, come andrebbero messe in sicurezza e poi ha mostrato  un video olandese dove le  piste ciclabili risultavano perfette!

E’ intervebuto il Dott. Rebecchi che studia l’effetto delle particelle di smog sulle vie respiratorie dei cittadini.

E’ intervenuto Enrico Gorini l’inventore di Jungo :  sistema che connette chi decide di rinunciare all’auto e chi , pur non rinunciandovi , decide di non percorrere il tragitto da solo .. e si crea una comunita’.

Quindi  il Deputato modenese Michele Dell’Orco che lavora nella commissione permanente “Trasporto e Telecomunicazione” della Camera  ha denunciato la miriade di progetti della nostra regione per la costruzione di nuove strade.  Ha inoltre brevemente illustrato alcuni emendamenti M5S passati (la modifica dei Guardrail per salvare i motociclisti,  il fondo per la costruzione di nuove piste ciclabili , ecc..)

Buona Visione

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Possibile violazione del regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione da parte dello Stato italiano, in materia di smaltimento dei sottoprodotti animali di “categoria 1”

interrogazioneLa prima settimana di dicembre Andrea Zanoni eurodeputato ha presentato la seguente Interrogazione :

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-013130/2013 alla Commissione

Articolo 117 del regolamento

Andrea Zanoni (ALDE)

Oggetto: Possibile violazione del regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione da parte dello Stato italiano, in materia di smaltimento dei sottoprodotti animali di “categoria 1”

Con nota dell’11 luglio 2012, il Ministero della Salute italiano ha stabilito – previo parere espresso dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) – l’equiparazione tra caldaia a 1 100 °C e motore endotermico a fini di smaltimento dei sottoprodotti animali, tra i quali quelli di “categoria 1”. Tale previsione sembra porsi in netto contrasto con quanto previsto dal regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione che prevede che tali materiali debbano essere vaporizzati in una caldaia e bruciati a una temperatura di almeno 1 100 °C per almeno 0,2 secondi. La previsione di tale trattamento è motivata dalla necessità di garantire, grazie alla combustione ad alte temperature, la riduzione dei rischi per la salute pubblica quali la produzione di diossina. I motori endotermici ai quali fa riferimento la norma, tuttavia, sono per massima parte motori diesel di tipo navale (motori a 2 800 kilowatt che marciano a 750 giri al minuto) con temperatura in camera di combustione di appena 500 °C, di molto inferiore a quanto previsto dal succitato regolamento (e che renderebbe necessario, pertanto, un maggiore tempo di passaggio del materiale). Tale combustione non risulterebbe pertanto essere equivalente a quella prodotta in caldaia a 1 100 °C. Interpellato in proposito da un cittadino del mio collegio elettorale, di professione veterinario, l’ISS non ha tuttavia fornito documentazione che giustifichi sul piano scientifico l’avvenuta equiparazione legislativa.

Sulla base di quanto esposto, la Commissione:

1. Non ritiene che l’intervenuta equiparazione descritta sopra sia stata introdotta senza che vi siano basi scientifiche a supporto, non essendosi ancora pronunciata in proposito la Commissione Veterinaria 7015/2012 della DG SANCO (Direzione generale per la Salute e i consumatori – Commissione europea)?

2. Non ritiene inoltre che, al fine di garantire la salute dei cittadini, occorra ribadire che tali materiali devono essere smaltiti in caldaie che adottano le temperature e i tempi di passaggio in combustione previsti dal succitato regolamento?

3. Non ritiene infine che l’adozione di nuovi metodi di combustione, ivi compreso l’utilizzo del motore endotermico descritto sopra, debba obbligatoriamente essere valutata dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) prima di essere introdotta a livello normativo all’interno degli Stati membri, come confermato sempre al succitato cittadino dalla stessa DG SANCO?

Stay tuned

M5S Gruppo Unione Terre di Castelli

Spilamberto: il pozzo n° 9 e la Trasparenza

In data 29/05/2013,  ad un anno esatto dal sisma che ha colpito la bassa di Modena,  il Movimento 5 Stelle di Mirandola ha organizzato una conferenza su Sismicità indotta e trivellazioni.

Alla conferenza sono intervenuti la Prof.ssa Maria Rita D’orsogna, Docente di Fisica alla California State University di Los angeles, e il Prof. Franco Ortolani, insegnante di Geologia all’Università di Napoli.

Il gruppo  M5S di Spilamberto era presente e ha scoperto, da  un intervento della Prof. D’Orsogna, che a Spilamberto in provincia di Mo c’è un pozzo che serve per la Re-iniezione di fluidi denominato “Pozzo N° 09”.

Ecco il video della Conferenza:

Ma cosa sono i Pozzi di Re-iniezione e che relazione hanno con i terremoti, il Fracking e l’inquinamento delle Falde?

Qui e’ spiegato molto bene.

Ecco un estratto:

..quello che invece è più pericoloso è l’utilizzo di una miriade di pozzi cosiddetti di re-iniezione, pozzi dismessi in cui si iniettano i fluidi di scarto – la monnezza del fracking. Per ogni pozzo attivo vengono prodotti enormi quantità di monnezza fluida – tossica e radioattiva – e non si sa che farne. A volte i petrolieri costruiscono delle vasche a cielo aperto per metterci questa monnezza, i cosiddetti “waste pits“, altre volte invece usano pozzi sotterranei dismessi per il contenimento. Quando si usano pozzi dismessi di re-iniezione, il fluido di scarto viene tenuto ad alta pressione, ed è questo il vero problema: l’alta pressione dei pozzi, che spingono sulla roccia circostante, potenzialmente lubrificando e cambiando gli equilibri fra le faglie sismiche….” e ancora “..il fracking porta altri innumerevoli problemi – l’inquinamento delle falde idriche in primis, l’uso di enormi quantità di acqua e l’emissione di gas nocivi. L’Italia dovrebbe bannarlo, in maniera preventiva.”

In Emilia sono presenti i cosiddetti “pozzi di re-iniezione” di rifiuti liquidi provenienti dalle estrazioni di gas e di petrolio. E ci chiediamo: qualcuno li ha studiati?

Ecco cosa dice il nostro Ministero delle Attività produttive:

In Emilia Romagna ci sono 514 pozzi perforati, di cui 69 non produttivi e destinati ad “altro uso”.

Fra quelli che si è potuto indentificare ce ne sono almeno 7 di re-iniezione: Angelina, Cavone, Cotomaggiore (2), Minerbio, Spilamberto, Tresigallo. Di questi, 3 sono molto vicini all’area dei terremoti – Mirandola, Spilamberto, Minerbio.

In Emilia ci sono più di 500 pozzi di petrolio e di gasnormali“, ovvero senza fracking, di cui varie centinaia attivi. Alcuni di questi vicinissimi all’epicentro. Non è possibile dimostrare una correlazione diretta di causa-effetto fra questi pozzi e i terremoti, ma restano comunque forti dubbi…

A Spilamberto ci sono diversi pozzi che producono gas naturale e un centro di raccolta e trattamento gestiti da Padania Energia.

Elenco pozzi attivi per operatore

Affidamento a ENI

Preoccupati per le falde del nostro territorio abbiamo voluto fare degli accertamenti e abbiamo quindi proceduto con una richiesta di accesso agli atti, non senza difficoltà…

18/06/13 – Primo Accesso agli Atti al nostro Comune di Spilamberto e all’U.N.M.I.G. di Bologna ossia al MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO-DIPARTIMENTO PER L’ENERGIA-DIREZIONE GENERALE PER LE RISORSE MINERARIE ED ENERGETICHE DIVISIONE II.

02/07/2013 risposta  dell’U.n.m.i.g. – ACCESSO NEGATO

19/07/2013 risposta della nostra Amministrazione comunale – RINVIATI ALL’UNMIG

25/07/2013 – Secondo tentativo di Accesso agli Atti con l’integrazione richiesta dall’UNMIG.

13/08/2013 risposta dell’U.n.m.i.g.– ANCORA ACCESSO NEGATO

Riceviamo inoltre una chiamata dall’U.n.m.i.g. che ci motiva il diniego in quanto semplici cittadini

Dopo esserci qualificati come Attivisti del MoVimento 5 stelle, rispondiamo:

– il Movimento è legalmente riconosciuto e portatore di interessi;

– lo Stato italiano ha ratificato la convenzione di Aarhus che  prevede l’accesso facilitato anche al singolo cittadino in materia ambientale.

Noi non ci arrendiamo!

22/08/2013 – Terzo tentativo di Accesso agli atti.

10/09/2013 risposta dell’U.n.m.i.g. – ULTERIORE DINIEGO

A questo punto chiediamo aiuto al nostro consigliere Regionale  Andrea De Franceschi (approfittiamo per ringraziarlo del suo intervento) affinché proceda con un nuovo tentativo di accesso agli atti.

09/09/2013 otteniamo l’accesso agli Atti dalla Regione.

E qui c’è la sorpresa:

l’Unmig nella risposta del 10 settembre 2013 dichiara 

..si precisa che il pozzo in parola risulta essere stato adibito all’attività di reiniezione di acqua di separazione in unità geologiche profonde fino al mese di Agosto 2011.

La Provincia invece, con Determina dirigenziale n. 1-33 del 3 agosto 2011, ha autorizzato la Società Padana Energia SpA

allo scarico nel sottosuolo, limitatamente alla immissione nell’unità geologica profonda denominata “Pozzo Spilamberto 9”, collocato alla profondità di circa 1.140m slm, di acque risultanti dall’estrazione di idrocarburi, per un volume annuo di 2.500 metri cubi, nel rispetto di alcune prescrizioni e con l’obbligo di periodiche verifiche fra cui quelle sulla pressione che il titolare è tenuto ad effettuare per prevenire la migrazione dei fluidi scaricati verso altri sistemi idrostratigrafici. Già da diversi anni i quantitativi di acque di strato re-iniettate si sono mantenuti sui 5 – 6 metri cubi settimana e non hanno mai superato i 400 metri cubi anno. In merito, infine, alle pressioni di re-iniezione alla testa del pozzo, queste non superano i 2 bar, anche perché le ridotte portate da re-iniettare non rendono necessarie elevate pressioni per l’infiltrazione, favorita anche dal contributo di altezza di pressione della colonna idrostatica del fluido nella colonna del pozzo.

Abbiamo quindi chiesto aiuto anche al modenese Michele Dell’ Orco, deputato del M5S presso la Camera, che a sua volta ha richiesto un accesso agli atti all’U.n.m.i.g di Bologna.

01/10/2013 risposta dell’U.n.m.i.g. – ENNESIMA RISPOSTA NEGATIVA

Eppure le domande, presentate ormai da giugno 2013, ci sembravano abbastanza semplici:

1) IL POZZO N. 9 E’ EFFETTIVAMENTE ATTIVO?

2) IL POZZO E’ SOTTOPOSTO A VERIFICHE?

Se sì chiediamo di poter avere relativa documentazione.

3) QUALE PUO’ ESSERE IL RISCHIO AMBIENTALE PER IL NOSTRO TERRITORIO?

Per il momento abbiamo voluto condividere ciò di cui siamo venuti a conoscenza ma stiamo ancora aspettando altre risposte per avere maggiore trasparenza e chiarezza sulla questione.

Stay tuned!!!

M5S Gruppo di Spilamberto

Lettera aperta a Vasco Errani Presidente Regione E.R.

europaSig Presidente della mia oramai distrutta Regione , Le scrivo in quanto l’amarezza , estremamente opinabile e personale mi invade da tempo .

Quando seguendo il caso Inalca come tecnico , mi sono imbattuto nei dati disastrosi relativamente al quadro ambientale della nostra Regione , di cui Lei è il massimo, responsabile da 15 anni nel bene e nel male ,ed il suo partito da 65 anni se non erro .

Vasco Errani

Vasco Errani

Forse Lei non è al corrente della fatica che il comitato che si è opposto al progetto Inalca ha dovuto fare per non vedere eretto un camino alto 15 metri che bruciava 24 ore al giorno rifiuti di cat 1, quando sarebbe bastato il giorno dopo la presentazione del progetto, luglio2011 , il diniego per inosservanza delle norme UE , come poi si è verificato il 22 Maggio 2012.

Ho seguito i risultati dello studio Moniter, ed ho visto purtroppo in data di presentazione il medico incaricato e responsabile del progetto in netto disaccordo con il suo Assessore per le correlazioni ,inceneritore , parti pretermine, proprio il giorno di presentazione dei dati alla stampa, gran brutta figura sig Presidente.

Ho seguito lo studio Previeni del Ministero della salute e dell’ISDE di Forlì , nel quale si trova diossina in 9 polli ruspanti su dieci nelle vicinanze degli inceneritori , soprattutto octadiossina, quella che si ritiene prodotta dalle combustioni .

Ho seguito lo studio Sentieri , che sta ancora sfornando dati , nel quale la nostra Regione con il sito Sassuolo , Scandiano, Castelvetro fa parte dei 44 SIN , siti di interesse nazionale da bonificare, per patologie in questo caso legate ai metalli pesanti nelle falde , nell’aria , in gran parte da collegare alle industrie ceramiche e alla combustione delle stesse .

Ho seguito i vari studi sulla cementificazione in Regione , i filmati che circolano di bravi registi , e qualche conferenza di bravi ingegneri e architetti riguardo l’utilizzo del cemento come conto corrente bancario e mezzo per tutelare amministrazioni invece che cittadini.

Ho seguito l’Europa , che nell’ultimo report del 2013 classifica la Regione ER di cui Lei è presidente da 15 anni , come la più inquinata in Europa , citando anche i dati degli inquinanti più diffusi.

Ho seguito la vostra legge 51 del 2011, nella quale la sua Regione classifica con 3 colori le zone maggiormente inquinate , e Modena ormai supera costantemente tutti i limiti , “vincendo “ in Regione , e per paradosso se vince in Regione , possiamo dire che è tra le città maggiormente inquinate in Europa ,si parla delle prime 4.

Ho seguito le indicazioni dell’Europa in tema di combustione , i progetti 2020 e 2050, i divieti a incenerire in luoghi nei quali esistono sforamenti costanti dei parametri per Nox , ma ho visto che la Regione purtroppo non ne tiene conto.

Ho seguito i comitati NO CAVE , ed ho assistito allo scempio del territorio per estrarre ghiaia ovunque , con comitati che sono sorti spontaneamente e spesso sono riusciti a limitare i danni .

Ho seguito il bellissimo lavoro di Forlì nel quale si dimostra che nei cordoni ombelicali e nel latte materno ormai si trova di tutto.

Ho seguito il rapporto in Europa di Gennaio 2012 nel quale rapporto emerge un dato sconcertante , l’Europa si certifica, è sottoposta a pressione delle lobbies di tutti i tipi , soprattutto in sede di commissione, per fare approvare progetti di tutti i tipi spesso a scapito della salute dei cittadini.

Sig Presidente Errani , come penso lei sia d’accordo , l’aria è un bene primario, il bambino che nasce ha diritto a respirare aria pulita , come ad essere alimentato con un latte materno che non contiene diossina, altrimenti viene compiuto un reato che prima o poi verrà dimostrato e si troverà il colpevole.

Il potere delle lobbies e le giustificazioni imprenditoriali non possono passare sulla testa della gente , le cito il caso famoso dai Taranto ,nel quale lavoro e salute sono stati messi a lottare nell’ arena , dopo che i topi avevano portato la ricchezza all’ estero .

Come quella bellissima canzone diceva …… siete lo stesso coinvolti …, faccia in modo che il rapporto Europeo delle lobbies non sia fotocopiato in Regione.

Dott Monfredini Roberto