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Spilamberto: il pozzo n° 9 e la Trasparenza

In data 29/05/2013,  ad un anno esatto dal sisma che ha colpito la bassa di Modena,  il Movimento 5 Stelle di Mirandola ha organizzato una conferenza su Sismicità indotta e trivellazioni.

Alla conferenza sono intervenuti la Prof.ssa Maria Rita D’orsogna, Docente di Fisica alla California State University di Los angeles, e il Prof. Franco Ortolani, insegnante di Geologia all’Università di Napoli.

Il gruppo  M5S di Spilamberto era presente e ha scoperto, da  un intervento della Prof. D’Orsogna, che a Spilamberto in provincia di Mo c’è un pozzo che serve per la Re-iniezione di fluidi denominato “Pozzo N° 09”.

Ecco il video della Conferenza:

Ma cosa sono i Pozzi di Re-iniezione e che relazione hanno con i terremoti, il Fracking e l’inquinamento delle Falde?

Qui e’ spiegato molto bene.

Ecco un estratto:

..quello che invece è più pericoloso è l’utilizzo di una miriade di pozzi cosiddetti di re-iniezione, pozzi dismessi in cui si iniettano i fluidi di scarto – la monnezza del fracking. Per ogni pozzo attivo vengono prodotti enormi quantità di monnezza fluida – tossica e radioattiva – e non si sa che farne. A volte i petrolieri costruiscono delle vasche a cielo aperto per metterci questa monnezza, i cosiddetti “waste pits“, altre volte invece usano pozzi sotterranei dismessi per il contenimento. Quando si usano pozzi dismessi di re-iniezione, il fluido di scarto viene tenuto ad alta pressione, ed è questo il vero problema: l’alta pressione dei pozzi, che spingono sulla roccia circostante, potenzialmente lubrificando e cambiando gli equilibri fra le faglie sismiche….” e ancora “..il fracking porta altri innumerevoli problemi – l’inquinamento delle falde idriche in primis, l’uso di enormi quantità di acqua e l’emissione di gas nocivi. L’Italia dovrebbe bannarlo, in maniera preventiva.”

In Emilia sono presenti i cosiddetti “pozzi di re-iniezione” di rifiuti liquidi provenienti dalle estrazioni di gas e di petrolio. E ci chiediamo: qualcuno li ha studiati?

Ecco cosa dice il nostro Ministero delle Attività produttive:

In Emilia Romagna ci sono 514 pozzi perforati, di cui 69 non produttivi e destinati ad “altro uso”.

Fra quelli che si è potuto indentificare ce ne sono almeno 7 di re-iniezione: Angelina, Cavone, Cotomaggiore (2), Minerbio, Spilamberto, Tresigallo. Di questi, 3 sono molto vicini all’area dei terremoti – Mirandola, Spilamberto, Minerbio.

In Emilia ci sono più di 500 pozzi di petrolio e di gasnormali“, ovvero senza fracking, di cui varie centinaia attivi. Alcuni di questi vicinissimi all’epicentro. Non è possibile dimostrare una correlazione diretta di causa-effetto fra questi pozzi e i terremoti, ma restano comunque forti dubbi…

A Spilamberto ci sono diversi pozzi che producono gas naturale e un centro di raccolta e trattamento gestiti da Padania Energia.

Elenco pozzi attivi per operatore

Affidamento a ENI

Preoccupati per le falde del nostro territorio abbiamo voluto fare degli accertamenti e abbiamo quindi proceduto con una richiesta di accesso agli atti, non senza difficoltà…

18/06/13 – Primo Accesso agli Atti al nostro Comune di Spilamberto e all’U.N.M.I.G. di Bologna ossia al MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO-DIPARTIMENTO PER L’ENERGIA-DIREZIONE GENERALE PER LE RISORSE MINERARIE ED ENERGETICHE DIVISIONE II.

02/07/2013 risposta  dell’U.n.m.i.g. – ACCESSO NEGATO

19/07/2013 risposta della nostra Amministrazione comunale – RINVIATI ALL’UNMIG

25/07/2013 – Secondo tentativo di Accesso agli Atti con l’integrazione richiesta dall’UNMIG.

13/08/2013 risposta dell’U.n.m.i.g.– ANCORA ACCESSO NEGATO

Riceviamo inoltre una chiamata dall’U.n.m.i.g. che ci motiva il diniego in quanto semplici cittadini

Dopo esserci qualificati come Attivisti del MoVimento 5 stelle, rispondiamo:

– il Movimento è legalmente riconosciuto e portatore di interessi;

– lo Stato italiano ha ratificato la convenzione di Aarhus che  prevede l’accesso facilitato anche al singolo cittadino in materia ambientale.

Noi non ci arrendiamo!

22/08/2013 – Terzo tentativo di Accesso agli atti.

10/09/2013 risposta dell’U.n.m.i.g. – ULTERIORE DINIEGO

A questo punto chiediamo aiuto al nostro consigliere Regionale  Andrea De Franceschi (approfittiamo per ringraziarlo del suo intervento) affinché proceda con un nuovo tentativo di accesso agli atti.

09/09/2013 otteniamo l’accesso agli Atti dalla Regione.

E qui c’è la sorpresa:

l’Unmig nella risposta del 10 settembre 2013 dichiara 

..si precisa che il pozzo in parola risulta essere stato adibito all’attività di reiniezione di acqua di separazione in unità geologiche profonde fino al mese di Agosto 2011.

La Provincia invece, con Determina dirigenziale n. 1-33 del 3 agosto 2011, ha autorizzato la Società Padana Energia SpA

allo scarico nel sottosuolo, limitatamente alla immissione nell’unità geologica profonda denominata “Pozzo Spilamberto 9”, collocato alla profondità di circa 1.140m slm, di acque risultanti dall’estrazione di idrocarburi, per un volume annuo di 2.500 metri cubi, nel rispetto di alcune prescrizioni e con l’obbligo di periodiche verifiche fra cui quelle sulla pressione che il titolare è tenuto ad effettuare per prevenire la migrazione dei fluidi scaricati verso altri sistemi idrostratigrafici. Già da diversi anni i quantitativi di acque di strato re-iniettate si sono mantenuti sui 5 – 6 metri cubi settimana e non hanno mai superato i 400 metri cubi anno. In merito, infine, alle pressioni di re-iniezione alla testa del pozzo, queste non superano i 2 bar, anche perché le ridotte portate da re-iniettare non rendono necessarie elevate pressioni per l’infiltrazione, favorita anche dal contributo di altezza di pressione della colonna idrostatica del fluido nella colonna del pozzo.

Abbiamo quindi chiesto aiuto anche al modenese Michele Dell’ Orco, deputato del M5S presso la Camera, che a sua volta ha richiesto un accesso agli atti all’U.n.m.i.g di Bologna.

01/10/2013 risposta dell’U.n.m.i.g. – ENNESIMA RISPOSTA NEGATIVA

Eppure le domande, presentate ormai da giugno 2013, ci sembravano abbastanza semplici:

1) IL POZZO N. 9 E’ EFFETTIVAMENTE ATTIVO?

2) IL POZZO E’ SOTTOPOSTO A VERIFICHE?

Se sì chiediamo di poter avere relativa documentazione.

3) QUALE PUO’ ESSERE IL RISCHIO AMBIENTALE PER IL NOSTRO TERRITORIO?

Per il momento abbiamo voluto condividere ciò di cui siamo venuti a conoscenza ma stiamo ancora aspettando altre risposte per avere maggiore trasparenza e chiarezza sulla questione.

Stay tuned!!!

M5S Gruppo di Spilamberto

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